GIOCHI VIDEO

Non è un refuso, Giochi Video è una raccolta di saggi curata da Matteo Bittanti e Enrico Gandolfi che si occupa di tutti quei testi audiovisivi creati per mezzo dei videogiochi. Rientrano in questa categoria i Let’s Play, machinima, live stream, speedrun, walkthrough e molti altri. Secondo una ricerca il numero degli utenti che fruisce di questo tipo di contenuti è di 665 milioni suddivisi principalmente tra YouTube e Twitch. Di gran lunga superiore a molti dei servizi di pay-tv e streaming musicale messi insieme (Netflix, Spotify, HBO, ESPN). Non si può certo quindi ignorare un fenomeno che sembra in costante crescita e che invita a ripensare la natura stessa del videogioco. Guardare qualcuno che videogioca viene spesso considerata un’attività del tutto inutile ed incomprensibile. Ma cosa facevamo noi quando da piccoli stavamo ore ai lati dei cabinati del bar a guardare i più grandi ed esperti giocare a Pacman o Ghost’n Goblin? Eravamo spettatori che commentavano in diretta le gesta del giocatore di turno. Anche in questo caso, come in moltissimi altri ambiti, è avvenuta la digitalizzazione di un’attività sociale che ha accomunato la giovinezza di chi negli anni ’80 aveva dieci-quindici anni. Quello che Twitch.tv ha fatto in questo senso è stato unire virtualmente il giocatore e lo spettatore separati da una distanza fisica. A differenza di YouTube su Twitch non c’è nessuna post-produzione, si crea un rapporto più intimo tra performer e spettatore. 

In questa raccolta di nove saggi si scenderà a fondo per cercare di capire questo territorio finora poco esplorato in Italia. Francesca Antonacci propone forse lo spunto più interessante di tutto il libro, ovvero una lettura educativa della spettacolarizzazione del videogioco. Kyle Meikle ci parlerà del cinema a 8-bit visibile sul canale YouTube di CineFix. Lo speedrunning (completare un videogioco in forma accelerata) è il tema del saggio di R. Scully-Blaker. All’estremo opposto Matteo Bittanti ci parlerà della lentezza negli slow machinimas, abbreviazione di machine cinema, video che si avvicinano più all’arte contemporanea, creati usando clip prese dai videogiochi. I Let’s Play, produzioni audiovisive in cui il giocatore è soprattutto commentatore, vengono approfonditi nel saggio di Josef Nguyen. 

Giochi Video è un testo molto specifico dalla lettura non certo facile, rivolto ad un pubblico specialistico, ma anche a chi vuole approfondire un argomento attuale ed in divenire. Matteo Bittanti è forse il più famoso e preparato studioso e curatore in Italia di game studies e insegna all’Università IULM di Milano. Enrico Gandolfi è assistant professor in Instructional Technology alla Kent State University, Ohio; è autore di numerosi articoli per riviste accademiche italiane e internazionale oltre che di diverse monografie. Il libro è edito da Mimesis nella collana Eterotropie ed è uscito nel 2018.

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2 pensieri riguardo “GIOCHI VIDEO

  1. Come vecchia cariatide dei videogiochi (dal primo Space Invaders a oggi non ho mai smesso) e anche avido lettore di questa materia, il libro che hai recensito contiene dei temi che amerei approfondire. Se le “speedrun” sono per me incomprensibili poiché fin da piccolo per fare durare di più i pochi videogiochi che ricevevo in regalo nelle occasioni “comandate” finire un gioco il più rapidamente possibile è vicino alla bestemmia. Da persona adulta poi, con l’evoluzione dei contenuti e una durata sempre più limitata, è fuori dalla mia comprensione il motivo per cui dovrei “bruciare” così i tempi. Mi pare una concessione al consumismo, ma sicuramente è una forzatura questa mia.
    Più interessanti i restanti temi, anche se MDF (come si firmava il Bittanti sulle riviste ai tempi dei 16 bit e seguenti) ha un modo di esprimersi che – per essere educati – mi fa venire il latte alle ginocchia.
    Il successo di Twitch non mi meraviglia per il motivo che hai citato. Ogni piattaforma social non ha fatto altro che decodificare un comportamento abituale aggiornandone le modalità di fruizione. Considera il caso di Pinterest, che ha “tradotto” la consuetudine delle donne americane di ritagliare dai cataloghi e riviste gli oggetti da acquistare in futuro. La conversione in vendite di Pinterest è la più elevata di tutti i social network: il “pin” è una dichiarazione di futuro acquisti.
    Grazie per il follow, nella mia webbettola troverai parecchio materiale dedicato ai videogiochi, nuovi e vecchi. Spero ti troverai bene. Mi raccomando, commenta senza vergogna. Come vedi, io nei commenti tendo a essere prolisso. A presto.

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    1. Onoratissimo per il follow. La tua riflessione su Pinterest è perfetta e avrei voluto scriverla io 🙂 Devo dire che gli speedrunner non li comprendo neanche io, ma ammetto che vedere completato Zelda BOTW in 40 minuti quando io ci ho passato 150 ore non è affatto spiacevole. E’ uno sfoggio di bravura e conoscenza del mondo ludico quasi sovrumano. Tanto di cappello. Buona estate!

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