BURY ME, MY LOVE

LE MIGRAZIONI RACCONTATE SU UNO SMARTPHONE

Giocare a Bury me, my love mi ha fatto subito venire in mente lo straordinario romanzo Exit West di Mohsin Hamid edito da Einaudi del 2017. Tutti e due raccontano una storia di migrazione, di separazione, di amore, di speranza. Attraverso le vicende e le scelte dei protagonisti, sia del romanzo che del videogioco, si parte narrando una storia personale ed intima di una giovane coppia, per arrivare a trattare un tema universale e complicato come quello delle migrazioni. Ci si mette nei panni di chi quel viaggio lo affronta, si provano le stesse emozioni, si vivono gli stessi dubbi e preoccupazioni e per una volta si cerca di capire, senza false retoriche o luoghi comuni, cosa spinge realmente le persone a muoversi.

Exit west condivide le stesse tematiche e gli stessi protagonisti di Bury me, my love

Majd e Nour sono marito e moglie siriani, vivono a Homs, ormai sotto assedio da anni. Quando anche la giovane sorella muore per colpa della guerra, Nour decide di intraprendere un viaggio verso l’Europa e lasciarsi alle spalle tutta la disperazione e i brutti ricordi. Purtroppo dovrà lasciare anche suo marito Majd impossibilitato a partire con lei per sostenere la sua famiglia d’origine. Nonostante la separazione, entrambi nutrono la speranza di potersi ricongiungere un giorno in Europa.

Bury me, my love si potrebbe definire come un’avventura testuale dei nostri giorni. Attraverso un programma di instant messaging, Nour e Majd si scambiano messaggi come una qualsiasi coppia. L’interfaccia è molto simile a Whatsapp, quindi chiunque di noi può approcciarsi con particolare facilità a questo titolo, visto ormai l’uso quotidiano, quasi di dipendenza, che ne facciamo. C’è però una differenza di fondo: noi lo usiamo per le nostre banalità, i nostri piccoli drammi sentimentali, postare le foto dei piatti che mangiamo al ristorante o i luoghi dove siamo in vacanza mentre Noir e Majd devono decidere quale scafista scegliere, cosa mettere nello zaino, postano foto di campi profughi e città distrutte dalle bombe.

Con uno stile grafico fumettistico dai colori tenui Bury me, my love è anche una gioia per gli occhi

Nonostante la drammaticità del contesto, il loro scambio di messaggi è quasi sempre condito da una buona dose di ironia e di scherzi. Si cerca di sdrammatizzare la lontananza e l’incoraggiamento da parte di Majd sarà fondamentale per la riuscita del viaggio. L’uso continuo delle emoticon, gli errori ortografici, le abbreviazioni rendono il tutto più credibile. Si ha l’impressione di star spiando le conversazioni su un telefono lasciato accidentalmente da qualche parte (come accadeva in A normale lost phone) oppure ci si immedesima talmente tanto che ci si dimentica di star solamente “giocando”. Più volte ho avuto la voglia di posare la Switch e smettere perché avevo la sensazione di star spiando una conversazione di una intimità e bellezza sconvolgente. Il gioco, pur essendo solamente un racconto testuale senza alcun tipo di enigma, lascia al giocatore (che impersona Majd) solamente la scelta di alcune decisioni che andranno ad influenzare il prosieguo della storia e i suoi diversi finali. Attraverso una scrittura di prim’ordine, ricca, credibile, precisa, emozionante si riesce a percepire l’angoscia per la batteria che si scarica, si prova ansia quando per giorni non si ricevono messaggi, si ride di fronte ad una battuta, ci si commuove per l’altruismo e l’umanità che ancora alcune persone, pur se in grandissima difficoltà, sono capaci di regalare. E’ uno schiaffo morale alla nostra opulenta e assuefatta società che ha lasciato indietro valori importanti per sostituirli con il consumo e il possesso.

Un raro momento in cui Majd si riposa. Ha il telefono sempre accanto a lui e aspetta con ansia notizie da Nour

La vita di Nour è letteralmente appesa al filo del telefono e Majd rappresenta la sua ancora di salvezza, l’unico punto fermo per non andare alla deriva. Ora, quando la prossima volta vedrete un migrante con un telefono in mano, invece di pensare “Questi non hanno niente, come ca..o fanno a permettersi uno smartphone?” riflettete un attimo, ricordatevi di Bury me, my love e dell’importanza che quel piccolo oggetto tecnologico ha per loro. Fatevi un piccolo regalo per Natale, giocate Bury me, my love e forse diventerete più buoni.

Adatto a: chi vuole emozionarsi e capire di
più su uno dei grandi temi del XXI secolo
Non adatto a: chi non ama leggere

VOTO: 8,8

Giocato e finito in 2 ore su Switch – disponibile su Android · Microsoft Windows · iOS · Nintendo Switch

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