THE OFFICE QUEST

QUALSIASI SCUSA È BUONA PER USCIRE DALL’UFFICIO

Il lavoro nobilita l’uomo”. Forse chi ha pronunciato questa frase (attribuita spesso a Charles Darwin ma non del tutto verificabile) non ha mai lavorato in un ufficio seduto ad una scrivania per otto ore al giorno a rispondere al telefono, fare fotocopie, svolgere mansioni noiose e prive di ogni minimo spunto creativo. La tematica della noia generata dal lavoro d’ufficio mi incuriosiva molto avendo vissuto in prima persona questa situazione per ventisette anni tanto da avvicinarmi paurosamente allo stato emotivo del protagonista di The Office Quest.

La mia espressione il lunedi mattina

Avevo questo gioco nella wishlist della mia Nintendo Switch e quando mi è arrivata la notifica che il prezzo era sceso del 90% ho voluto provarlo senza nessun tipo di aspettativa o pregiudizio. Stiamo parlando di un’avventura punta e clicca in chiave moderna, accessibile ed adatta al grande pubblico odierno (quello degli smartphone per intenderci) che si vuole avvicinare ad un genere che ha vissuto la sua golden age negli anni Ottanta e Novanta con i titoli Lucasfilm e Sierra. Per fare ciò gli autori del piccolissimo studio israeliano 11Sheep hanno semplificato le meccaniche del gioco al massimo. Gli oggetti che prenderemo nel corso dell’avventura saranno utilizzati automaticamente, basterà solo avere l’oggetto giusto nel nostro inventario e questo verrà utilizzato in automatico sull’oggetto o personaggio che andremo a cliccare. Inoltre gli oggetti non possono essere combinati tra loro come accade invece nelle classiche avventure punta e clicca, facilitando notevolmente le cose. 

Non ci sono dialoghi di alcun tipo, solo gesti e nuvolette

Oltre ai canonici enigmi da avventura il gioco sfoggia una serie di puzzle abbastanza classici ma comunque accattivanti. Si va da alcuni giochi di abilità rivisitati tipo tic-tac-toe, quindici, sudoku e memory a combinazioni numeriche o grafiche da trovare per deduzione logica oltre a labirinti e molti altri tipi di puzzle. C’è addirittura anche una piccola sezione platform. Insomma non ci si annoierà di certo in quanto le attività sono molto varie e la curva di difficoltà è ben calibrata, rendendo le cose un po’ più difficili verso la fine. Ad esempio ad un certo punto dovremo anche comandare un secondo personaggio, giusto per ingarbugliare un po’ le dinamiche di gioco (Maniac Mansion docet). Comunque sia la storia è piuttosto lineare, non bisogna fare molto backtracking, quasi tutti i rompicapo si risolvono all’interno di tre o quattro schermate. Il gioco è diviso in quattro capitoli e in un paio d’ore, a seconda del grado di preparazione, si riesce a portare a termine la missione.

Un colloquio di lavoro per cactus! Come faremo a travestirci?

Il mondo di The Office Quest è monocromatico, dai toni seppia, a sottolineare la noia che caratterizza il luogo di lavoro. In questo appiattimento cromatico, l’unica nota di colore è il rosso vivo del fiore sulla nostra scrivania. Chissà per quale astruso motivo anche il colore decide di prendersi una pausa e se ne va. Partiremo quindi alla ricerca di questo globo rosso che ci porterà in situazioni assai strampalate e momenti di puro nonsense. Già dall’abbigliamento del protagonista e dei colleghi si intuisce lo spirito grottesco e bizzarro: tutti indossano dei costumi da animali, ortaggi e frutta in un eterno triste carnevale. Le animazioni sono davvero esilaranti e dettagliate, lo humor serpeggia dall’inizio alla fine del gioco. Sembra di sfogliare le pagine di un bel fumetto senza dialoghi (si saranno ispirati al capolavoro di Shaun Tan L’approdo? Intendo solo dal punto di vista estetico, in quanto le tematica dell’emigrazione non ha certo nulla di esilarante). I personaggi si esprimono attraverso immagini, quindi la richiesta di una moneta ad esempio viene fatta mediante la rappresentazione di questa in un balloon.

Il dettaglio di una splendida tavola de L’approdo di Shaun Tan. Oltre ai toni seppia, non ci sono parole

The Office Quest è un piccolo gioco nato per dispositivi mobili iOS e Android e poi approdato su PC e Nintendo Switch. Su quest’ultimo il metodo migliore per controllarlo è utilizzando lo schermo touch, anche se si possono usare i joycon come un mouse, risultando però un pò macchinoso.  Ha il pregio di avvicinare le nuove generazioni al genere punta e clicca semplificandone alcune meccaniche tipiche. Ispirato e curato dal punto di vista artistico, pecca un pò di ingenuità e classicismo sul piano enigmistico, pur regalando momenti di esilarante nonsense. Certamente i puristi rimarranno delusi, ma ad un prezzo scontato è un’esperienza che vale la pena fare tra una pausa caffè e l’altra.

Adatto a: chi si vuole avvicinare al genere
punta e clicca
Non adatto a: chi conosce molto bene
il mondo delle avventure Lucasfilm

VOTO: 7

Giocato e finito su Switch per 2 ore – disponibile per Microsoft Windows · iOS · Android · Nintendo Switch

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