KIDS

THIS WAY? NO THAT WAY!

Kids non è un gioco, chiariamolo subito. Chi lo acquisterà tenendo conto di questa “etichetta” rimarrà alquanto deluso se non addirittura infastidito. Kids si avvicina di più al mondo dell’arte concettuale. Questa è solo la sua trasposizione per il pubblico degli smartphone, tablet e PC. Le sue altre incarnazioni sono un cortometraggio animato di 9 minuti già presentato in diversi festival internazionali e una installazione artistica presentata in musei, gallerie ed eventi di arte. Nasce dalla collaborazione di Michael Frei, filmmaker e artista e Mario von Rickenbach, game designer e sviluppatore già autori di Plug and Play. Entrambi vivono a Zurigo in Svizzera. E’ stato pubblicato e distribuito con l’aiuto della Double Fine di Tim Schafer e il canale Arte.

Da questa parte. Ma siamo sicuri?

Tutto inizia con delle sagome umane bianche dai contorni neri simili agli ormai iconici pupazzi di Keith Haring. Si radunano velocemente intorno ad un buco nero e aspettano. Nessuno si muove. Solo il nostro agire, un input esterno li spingerà a gettarsi nel vuoto. Dopo una caduta nel buio attutita dal nostro intervento tattile, uno di loro atterrerà in uno spazio bianco completamente vuoto. I suoni della natura fanno da tappeto sonoro. Un nostro simile dalla voce fanciullesca si avvicinerà e dopo averci salutato ci sferrerà un pugno. Inizia così Kids.

Un salmone che nuota controcorrente

La psicologia sociale è lo studio scientifico dei sentimenti, dei pensieri e dei comportamenti degli individui nelle situazioni sociali. Tenta di comprendere e spiegare in che modo le persone sono influenzate dalla presenza reale, immaginata o implicita di altri esseri umani. Siamo creature sociali anche quando siamo soli e a volte ce ne dimentichiamo. In metropolitana credete veramente di scegliere indipendentemente quale scala mobile prendere o seguite la folla? In uno stadio fate la ola come tutti o vi astenete? Vi sentite di più come in un branco di sardine o un salmone che nuota contro corrente? In un gruppo di persone chi decide quale direzione prendere o chi dovrà fare un determinato compito? Kids non ha le risposte ma ci fa prendere coscienza di questa condizione. Le nostre voci, pur se singole ed univoche, fanno parte inevitabilmente di un coro. Entrano in gioco anche i concetti di prevaricazione e di maschio alfa. Chi è in maggioranza di solito vince e il più forte e carismatico di solito decide.

Volete unirvi a noi? No unitevi voi

Dal punto di vista puramente estetico Kids ha il suo punto di forza nel minimalismo. Cromaticamente essenziale fa uso solo del bianco e nero senza alcuna sfumatura. Lo spazio scenico vuoto si presta al servizio della narrazione animata. La fisica delle masse è altamente realistica e le animazioni dei pupazzi sono molto dettagliate. Anche il sonoro è sobrio, solo effetti ed uno splendido coro di voci bianche. 

Kids dicevamo all’inizio si avvicina di più all’arte concettuale che ad un gioco. Nel 1967 l’artista statunitense Sol LeWitt in un suo scritto introduce questo termine per la prima volta. L’accento viene spostato più sull’idea, sul progetto o sul sistema di regole che presiede al farsi dell’opera. Si preferisce dematerializzare l’arte. Al fruitore il compito di interpretare le intenzioni dell’artista. A volte può essere immediato, altre più sotteso. Kids è una breve e strana esperienza artistica ed in quanto tale ognuno può interpretarlo come vuole. E’ proprio questo il bello.

Ps. un ringraziamento a Luca di Video Games Art che mi ha permesso di conoscere Kids

Adatto a: chi è abituato a frequentare musei di arte moderna e contemporaneaNon adatto a: chi non ha mai messo piede in un museo

VOTO: 7,5

Giocato e finito su Android in 20 minuti – disponibile per Microsoft Windows · iOS · Android

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