OCTAHEDRON

JUMP ON THE DANCE FLOOR

Di Gianni Mancini 23/03/2019

In geometria solida, l’ottaedro è un poliedro con otto facce triangolari. Praticamente due piramidi sovrapposte che ricordano un diamante. Cosa c’entra un ottaedro con un videogioco? E’ nientemeno che la testa del protagonista! E già possiamo intuire un pò di quella follia che caratterizza questo titolo.

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Mega Man

Dopo essere caduto nel mondo sotterraneo di Veetragoul, il protagonista dovrà guadagnarsi l’uscita posta in cima al livello. Il concetto alla base del gioco è molto semplice e si ispira chiaramente ai primi platform come Donkey Kong e Mega Man. Da quest’ultimo il protagonista ha ripreso persino la postura del salto!

Fin qui tutto normale, ma per scombussolare le regole dei classici platform l’autore ha deciso di introdurre un elemento geniale: è lo stesso personaggio a costruirsi la piattaforma sotto ai suoi piedi. Naturalmente non avrà a disposizione infinite piattaforme, altrimenti sarebbe stato troppo facile. Nei primi livelli ne ha solo una, col proseguire ne avrà a disposizione anche quattro, cinque, dieci, cinquanta. Octahedron è un titolo abbastanza spietato e bisognerà impegnarsi non poco per superare i vari livelli. Se poi lo si vuole padroneggiare veramente bisognerà memorizzare alla perfezione dove e quando usare le piattaforme. Alla fine di ogni livello una schermata riassuntiva ci elencherà il numero di fiori presi (30 in tutto, compaiono rompendo le lampadine), il numero di triangoli presi (8 per formare l’ottaedro), il numero di piattaforme usate (si dovrebbe stare sotto al par), il tempo impiegato, i cuori persi, le vite perse.

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L’elemento portante e caratterizzante di Octahedron è comunque la colonna sonora. Non a caso il suo creatore Marco Guardia, conosciuto anche come Monomirror, in realtà è un musicista e sound engineer. Questo è il suo primo gioco ed ha fatto quasi tutto da solo. Si è fatto aiutare da alcuni suoi colleghi come Chipzel, Derek Howell e Andre Sobota solamente per i brani house e trance che martellano le orecchie del giocatore ad ogni livello. La musica elettronica non ha una funzionalità solamente “accompagnatoria” ma è parte integrante del gameplay. I salti devono essere molto spesso fatti in sincrono con i BPM (battiti per minuto) del brano ed anche i nemici si muovono a ritmo di musica. Le luci neon, gli effetti stroboscopici, i raggi laser sono un chiaro rimando al mondo delle discoteche e dei rave party che credo l’autore abbia frequentato assai. Si percepisce anche abbastanza prepotentemente l’influenza che una serie, purtroppo sottovalutata, come BIT.TRIP abbia avuto sull’autore.

Il level design del gioco è molto ben strutturato, le sfide ben bilanciate anche se bisognerà ripetere i livelli diverse volte prima di riuscire a superarli. A mano a mano che andremo avanti avremo a disposizione diversi tipi di piattaforme. Alcune avranno il potere di attivare congegni, altre persino di uccidere i nemici. Questi ultimi diventeranno via via più impegnativi, le uscite posizionate in zone sempre più alte e inaccessibili, i triangoli ben nascosti, il tutto creato ad hoc per farci uscire dalla bocca un bel po di imprecazioni.

Octahedron è un titolo fresco, impegnativo al punto giusto, rigiocabile molte volte e con una colonna sonora che spacca. Una volta provato diventerete dipendenti.

Adatto a: platformer incalliti amanti della
musica house
Non adatto a: chi non è mai entrato in una
discoteca

VOTO: 8,2

Giocato e finito su Nintendo Switch per 20 ore – disponibile per Microsoft Windows · Xbox One · PlayStation 4 · Nintendo Switch

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