STORYTELLING CROSSMEDIALE

Oggi vorrei parlare di un libro interessante per chi vuole avere una guida utile ad addentrarsi nel mondo delle narrazioni contemporanee. Con un linguaggio scorrevole e mai troppo accademico i due autori ci danno una panoramica sull’arte di raccontare declinata in maniera crossmediale, dedicando un capitolo proprio ai nostri amati videogiochi.

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente uno dei due autori, Francesco Toniolo docente all’Università Cattolica di Milano e autore tra gli altri di libri su Mass Effect e la saga dei Souls. Diego Cajelli invece è scrittore, sceneggiatore, autore radiofonico e televisivo, blogger e anche insegnante di Crossmedialità e Storytelling all’Università Cattolica di Milano. 

Insieme hanno confezionato questa guida che fa parte della collana GAME CULTURE, edizioni Unicopli (2018). E’ un interessante viaggio nel mondo dello storytelling, parola che ha assunto un significato quasi magico negli ultimi anni. In realtà il raccontare storie è una pratica antichissima che si può far risalire all’età preistorica quando il cacciatore narrava delle sue battute di caccia, magari inserendo elementi puramente inventati al fine di impressionare il pubblico. Anche la crossmedialità, ovvero il riprodurre la storia su differenti medium, ha le stesse radici preistoriche. Il cacciatore infatti si serviva anche della pittura rupestre per raccontare ed enfatizzare la sua storia.

Storytelling primitivo

Nel primo capitolo si approfondisce la “piramide” dei personaggi, immaginaria figura geometrica alla base di moltissime storie. Il protagonista è collocato al vertice della piramide, mentre ai lati della base ci sono la donna e la spalla. In una ipotetica piramide diametralmente opposta troveremo al vertice l’antagonista e alla base la dark lady e il tirapiedi. Verrà poi spiegato il cosiddetto “righello” delle storie, ovvero una serie di punti attraverso cui il racconto deve passare: prologo, conflitto, sviluppo, colpo di scena, risoluzione, epilogo. Un capitolo molto interessante è quello dedicato al visual storytelling ed in particolare al meme. Viene spiegato cos’è e come si costruisce un meme, microparticella narrativa dei tempi moderni. Segue poi un esaustivo capitolo, ricchissimo di esempi sui vari generi narrativi. Nel successivo capitolo viene spiegato cos’è un varco narrativo e perché è utile ai fini della crossmedialità.  Un’intera sezione è invece dedicata alla narrazione specifica nei videogiochi e cerca di chiarire l’annosa questione se i videogiochi sono narrativi o no, partendo dalla famosa frase di John Carmack (DOOM, 1993): “La storia in un gioco è come la storia in un film porno. Ti aspetti che ci sia, ma non è importante”. Ci si addentra poi nella suddivisione dei vari tipi di protagonista del videogioco, citando le “protesi digitali” di Bruno Fraschini. Si conclude con una carrellata sui vari generi videoludici. L’ultimo capitolo del libro riporta alcuni casi di studio sulle varie sfaccettature che lo storytelling può assumere.

I due autori hanno svolto un lavoro approfondito usando un linguaggio chiaro e mai sopra le righe, consegnandoci tra le mani un manuale snello ed agile per chi vuole approcciarsi, o semplicemente curiosare, con il fantastico mondo del raccontare storie.

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